Il professionista giardiniere conosce i vari tipi di giardino esistenti, fondamentale per scegliere come organizzare lo spazio verde (molto dipende proprio dalla sua dimensione) e le piante, siepi o alberature da inserire nel progetto. Vediamo alcuni tra i più richiesti dai clienti di Servizi per il Verde
Tipi di giardino: zen
Tra i tipi di giardino oggi più in voga, non possiamo non parlare dei giardini stile zen, così diffusi nel nostro paese anche grazie alla facilità di cura e poca manutenzione.
Il giardino zen è un luogo rilassante, dedicato alle emozioni e al loro fluire; quindi, anche la scelta dei materiali che lo compongono tende a rispettare questo legame con la cultura giapponese.
È previsto, infatti, che il giardino sia adornato da elementi naturali essenziali, che contribuiscano con la loro neutralità al benessere psico fisico della persona.
L’esperto inserirà nel progetto del giardino: brecciolino, poche piante, ma importanti, sassi, legno e pochissimo prato.

Non si deve pensare che la semplicità della manutenzione, corrisponda però a poco impegno nella progettazione.
Infatti, la lavorazione è complessa e necessita di un allestimento speciale con piante particolari di una certa dimensione, a lenta crescita, di cui solo alcune dedite alla fioritura.
Il giardino zen è un luogo dove concentrarsi su sé stessi, per questo ogni elemento ha un senso.
La presenza dell’acqua rappresenta il fluire della vita o secondo la filosofia orientale, il buon auspicio per la prosperità economica della famiglia.
Le pietre non vengono disposte dal garden designer a casaccio, ma hanno una funzionalità bene precisa e messe insieme ad altri materiali potenziano gli effetti positivi sulla psiche della persona.
In generale, comunque, rappresentano stabilità e armonia.
Altri elementi presenti nel giardino zen, sono le rocce e la sabbia; quest’ultima può essere lavorata con un rastello in forme curve o lineari, ma mai interrotte, perché l’importante è favorire il dialogo interiore.
Progettazione giardino all’italiana
La progettazione invece di un vero giardino all’italiana è distinguibile da linee rette create da siepi di vario genere: hai presente i labirinti con le siepi o gli archi antichi accostati a piante potate con forme precise a palla o quadre?
In questa tipologia di giardino le forme accompagnano l’utente nel percorso, dall’entrata, di solito spettacolare, al percorso fatto di forme diverse, dove la visione dell’utente si nutre di armonia ordinata ed elegante; il gioco dell’alternanza delle nuance di verde e l’isolamento dell’area dal resto della confusione diffondono un profondo senso di pace.

Giardini aridi o senz’acqua
Alcuni clienti sono interessati alla progettazione di tipi di giardini, cosiddetti aridi, caratterizzati dall’uso di sabbia o brecciolini, alla vista dal colore giallo all’arancio per finire con il rosso e il nero. Il giardino arido è completato con piante adatte a climi caldissimi, come piante grasse del tipo succulente o cactacee.
In tal caso ci si ispira al Grand Canyon. Ultimamente i giardini aridi vengono ricreati anche all’interno, nelle verande, nei saloni dei locali hotel o sale convegni.
Giardini di conifere
Interessante è la progettazione di giardini di conifere, con piante d’alta quota, come pini, tassi, abeti e alberi a foglia caduca, che creano, grazie ai loro colori autunnali, meravigliosi scenari durante e dopo la caduta a terra. Le conifere e la loro resistenza e adattamento le rendono molto gettonate in giardini con pochissima manutenzione, a patto che le temperature siano miti o fredde.
Unica eccezione, il pino, che si impossessa di territori molto vasti, ben illuminati.
Parliamone insieme.
Come curare il pino?
ll pino, tra le varietà più conosciute ricordiamo, il pino pinea (pino domestico), il marittimo e il silvestre, è una specie che si adatta talmente bene al luogo da colonizzare interi territori, trasformandoli profondamente. È così che nascono le pinete.
Il pino usando si comporta un po’ come un ladro, rubando spazio alle piante autoctone
Tecnicamente, parliamo di colonizzazione.
Conclusioni:
Hai mai osservato cosa rimane di una pineta dopo une evento catastrofico o un incendio? La ricrescita di semi, presenti nel terreno da tanto tempo, capaci di ripopolare il verde solo grazie alla luce che ora arriva più facilmente. Che miracolo la natura!
Purtroppo, dobbiamo nominare, a causa dei danni fatti, il nemico numero uno del pino italiano: la cocciniglia tartaruga, un insetto arrivato da pochissimo tempo, che, come le cocciniglie dei limoni, si attacca agli aghi del pino e ne ruba la linfa.
La cocciniglia tartaruga del pino purtroppo si riproduce velocemente, passando da uno a milioni di esemplari. Come combattere la cocciniglia dei pini? Trai i sistemi più efficaci per debellare l’insetto, si procede a un’iniezione al tronco con il fitofarmaco specifico, il quale per assorbimento linfatico raggiunge proprio le cime eliminando parte delle colonie di insetto. Già poco dopo il trattamento, si nota un netto miglioramento del pino.
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