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amanita ceciliae

Amanita di Santa Cecilia Nome scientifico: Amanita ceciliae Classificazione: Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Agaricales Famiglia: Amanitaceae
Cresce in boschi di latifoglie e conifere, spesso in simbiosi con pini, abeti e faggi. Periodo di crescita: Estate e autunno, da giugno a ottobre.
Dimensioni: Cappello di 6-12 cm di diametro; gambo di 6-15 cm di altezza e 1-2 cm di spessore. Forma: Cappello convesso, poi aperto e piano; gambo slanciato con anello e volva fioccosa alla base. Colore: Cappello bruno-grigio, con tonalità variabili; gambo bianco o grigio pallido. Odore: Gradevole e poco marcato.
Commestibile, ma di scarso valore culinario e facilmente confondibile con altre specie di Amanita velenose.
Il nome “ceceliae” deriva da Santa Cecilia, una martire cristiana del III secolo, patrona della musica. Non è chiaro il motivo per cui questo fungo sia stato associato a Santa Cecilia, ma è possibile che sia dovuto alla forma e al colore del cappello, che ricorda un velo scuro, simbolo di castità e modestia, indossato dalle donne dell’epoca.
Amanita vaginata: Simile nell’aspetto, ma con un cappello più grigio e una volva più evidente. Commestibile, ma di scarso valore culinario. Amanita phalloides: Ha un cappello verde-oliva e un anello più evidente sul gambo. Estremamente velenosa e letale. Amanita porphyria: Ha un cappello di colore bruno-violaceo e lamine grigio-porpora. Non commestibile e potenzialmente tossica.