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Kaki

Kaki

La Campania e l’Emilia-Romagna sono le regioni dove si coltivano più Kaki in Italia, circa il 90%.

Il Kaki appartiene alla famiglia delle Ebenacee, genere Diospyros, è un albero da frutto di medie-grandi dimensioni angiosperma dicotiledone, pianta originaria del Giappone, la propagazione è per seme o per innesto, ottimo alimento per le diete in quanto è ricco di: zuccheri, proteine e alcune vitamine, ha inoltre proprietà lassative e diuretiche.
Il Kaki ama terreni temperati ma se innestato con portainnesti adatti può essere coltivato in zone più fredde, il suo terreno ideale è di medio impasto tendente all’argilloso, ben drenati e no ristagni di acqua. Raccogliere i suoi frutti è una pratica molto costosa data la delicatezza.  
I Kaki sono attaccati prevalentemente dalle cocciniglie e dai funghi: armillaria, phomopsis, che risultano abbastanza sensibili ai prodotti antiparassitari attualmente in commercio.
Per aumentare l’allegagione, impiantare il Kaki vicino a degli impollinatori; è bene potarlo per dare e mantenere la forma di allevamento e concimare in autunno con concimi chimici a base azotata.  
Pianta rustica a lenta crescita, resistente agli agenti pedo climatici.  

Esposizione

Crescita

Potatura

Irrigazione

Fertilizzante

Terreno/Zona

Temperatura