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Myrsine africana (Bosso africano)

La Myrsine Africana, altrimenti detta mirto del capo, bosso africano o thakisa, è un arbusto sempreverde originario della Macaronesia, dell’Africa e dell’Asia meridionale. Il piccolo arbusto ha una forma arrotondata e portamento eretto e compatto. Ben si adatta alle zone di mare, in cui spesso è la degna sostituta del Bosso o Buxus o del Mirto, a cui somiglia molto.

La sua coltivazione richiede condizioni adatte al suo habitat naturale, tra cui un clima tropicale o subtropicale, terreno ben drenato e un’adeguata esposizione alla luce solare. È importante fornire cure adeguate, compreso l’irrigazione regolare e la potatura, per garantire una crescita sana di questa pianta ornamentale.

La Mirsine africana, meglio conosciuta come mirto africano o Bosso africano, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Myrsinaceae (Primulaceae), ha fogliame verde intenso e fitto, spesso dal gradevole profumo. Pianta perenne e sempreverde a lento accrescimento. Si alleva sia per siepi che in vaso La fioritura della Mirsine africana avviene tra aprile e giugno e i suoi fiori sono di colore o bianchi rossastri. I suoi frutti sono genericamente di piccole dimensioni commestibili. Il Bosso africano si propaga per talea o per seme. Pianta decorativa, molto ricercata per particolari ambienti anche per le sue qualità odorose. Per favorire la produzione di frutti necessita che le piante femminili e maschili debbano coesistere.
Il terreno più adatto alla Mirsina Africana è sub acido tendente al neutro comunque fertile e ben drenato. Ottima resistenza alla siccità e al gelo. Da marzo ad aprile consigliabile apportare alla pianta una modesta quantità di concime anche ammendante. La pianta può essere utilizzata anche come frangivento, data la compattezza delle impalcature fogliari. Prima di procedere alla messa a dimora della pianta è consigliabile fare una buca abbastanza capiente e arricchirla di concime organico e sabbia. In primavera va comunque data una spinta vegetativa con l’ausilio di concime azotato. Si debbono eliminare con una potatura primaverile ,subito dopo l’inverno, i rami secchi o rovinati anche per ricompattare la forma originariamente data.
La Mirsina A. è una pianta resistente agli attacchi sia fungini che parassitari.
L’arbusto Mirsina A. ha necessità annualmente di: potature per risistemare la forma, e all’occorrenza bisogna togliere i rami secchi o deteriorati.
Non rustica, pianta perenne, vigorosa, dalla vegetazione fitta, no gelate.

Esposizione

Crescita

Potatura

Irrigazione

Fertilizzante

Terreno/Zona

Temperatura